Certificazione Unica 2025: cos'è, a cosa serve e quando si consegna

Tutto quello che datori di lavoro e amministrativi devono sapere sulla CU (Certificazione Unica): le scadenze per la consegna a dipendenti e collaboratori, le sanzioni e le novità per il 2025.

Autore: Dipendenti in Cloud

 

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Conoscere cos’è la Certificazione Unica è fondamentale per chiunque si trovi a gestire il personale, che sia datore di lavoro, amministratore o responsabile delle risorse umane.

Si tratta infatti di uno dei documenti essenziali per la dichiarazione dei redditi, da consegnare annualmente ai lavoratori dipendenti (o assimilati) e/o ai collaboratori esterni con Partita IVA.

Rispettare le scadenze per l’invio telematico e compilare correttamente il modello CU è importante, perché diversamente il rischio è quello di incorrere in sanzioni.

Approfondiamo l’argomento della Certificazione Unica, scoprendo cos’è, a cosa serve e le differenze con il CUD. Vedremo inoltre chi deve consegnare questo documento a dipendenti e collaboratori ed entro quando lo deve fare.

 

 

 

Cos'è la Certificazione Unica e a cosa serve

La Certificazione Unica (CU) è un documento fiscale tramite cui viene dimostrata e certificata l’acquisizione di un reddito da parte di dipendenti e assimilati.

Interessa non soltanto il lavoro dipendente ma anche provvigioni, lavoro autonomo e altre tipologie di redditi.

L’invio del modello CU è a carico del datore di lavoro e, nel caso delle collaborazioni con i professionisti a partita IVA, ad avere tale onere è il committente.

A cosa serve la Certificazione Unica? Sostanzialmente a dimostrare a due cose:

  • Certificare che si sono versati gli emolumenti dovuti a dipendenti, lavoratori autonomi e assimilati.
  • Verificare che le cifre indicate corrispondono a quanto dichiarato dai lavoratori stessi.

Consente quindi di attestare il regolare pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali, in quanto i dati contenuti al suo interno sono funzionali alla compilazione del modello 730, sia ordinario che precompilato.
 

 

Certificazione Unica (CU) e CUD sono la stessa cosa?

La Certificazione Unica ha sostituito il modello CUD a partire dal 2015. Da allora va inviata tramite modalità telematica all’Agenzia delle Entrate e fornita una copia al lavoratore.

Certificazione Unica e CUD sono la stessa cosa, quindi? Non esattamente dal momento che la CU rappresenta l’ultima evoluzione del vecchio modello. Ci sono diverse analogie ma anche differenze, in particolare una.

La principale differenza tra CU e CUD

Che differenza c'è tra CUD e CU? La caratteristica principale della Certificazione Unica è che permette di certificare in un unico documento tutti i redditi corrisposti nell’anno d'imposta di riferimento.

Comprende sia i redditi di lavoro dipendente e assimilati sia quelli di lavoro autonomo, certificati in precedenza in forma libera. Rispetto al vecchio CUD presenta al suo interno anche i dati reddituali che non fanno parte dello stipendio o delle prestazioni fornite dal lavoratore autonomo.

 

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Chi deve presentare la Certificazione Unica 2025

In linea generale, la presentazione della Certificazione Unica è a carico di: impreseamministrazioni pubbliche e liberi professionisti che nell’anno d'imposta 2023 hanno versato importi a lavoratori dipendenti e/o a collaboratori esterni.

 

A chi consegnare la Certificazione Unica

La Certificazione Unica deve essere consegnata al percettore delle somme dichiarate, quindi al dipendente e/o collaboratore, utilizzando il modello "sintetico"

Inoltre, deve essere trasmessa all'Agenzia delle Entrate in via telematica, compilando il modello "ordinario".

 

Come si compila la Certificazione Unica

Come specificato nelle istruzioni per la compilazione fornite dall'Agenzia delle Entrate, il modello della Certificazione Unica 2024 è diviso in tre sezioni:

  • Il frontespizio, da compilare con:
    • il tipo di comunicazione;
    • I dati del sostituto d'imposta (il soggetto che rilascia la dichiarazione, quindi, nel caso di un'azienda, del datore di lavoro);
    • i dati relativi al rappresentante firmatario della comunicazione, alla firma della stessa e all’impegno alla presentazione telematica;
  • Il Quadro CT, dove inserire le informazioni sulla ricezione in via telematica dei dati relativi ai Modelli 730-4 resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate.
  • La Certificazione Unica 2025: dove inserire i dati fiscali e previdenziali relativi alle certificazioni lavoro dipendente e assimilati.

Vista la complessità del modello, ti consigliamo ti chiedere aiuto al Consulente del Lavoro o allo specialista a cui ti affidi per la gestione amministrativa del personale.

 

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Le novità della Certificazione Unica 2025

Le novità più rilevanti che riguardano la Certificazione Unica 2025 sono:

  • La scadenza della presentazione dei dati sui redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arte o professione abituale, che da quest’anno è fissata al 31 marzo. La trasmissione da parte dei sostituiti d’imposta (nel nostro caso i datori di lavoro) delle certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo non esercitato abitualmente e ai redditi diversi deve invece avvenire entro il 17 marzo 2025 (poiché il 16 cade di domenica).
  • L’aumento del numero di informazioni richieste nelle certificazioni dei lavoratori frontalieri. La modifica è avvenuta a seguito delle modifiche della disciplina e all’accordo contro le doppie imposizioni con la Svizzera.
  • La semplificazione delle codifiche nelle certificazioni relative al lavoro sportivo, con riduzione del numero di campi rispetto alla versione precedente.
  • La nuova sezione per il “Bonus Natale”, dedicata all’indennità una tantum di 100€ per i dipendenti con un reddito complessivo inferiore a 28.000€ e che non concorre a formare il reddito imponibile.

 

Le scadenze per la presentazione della Certificazione Unica

Con il Provvedimento n 9454 del 15 gennaio, l'Agenzia delle Entrate ha posticipato al 17 marzo 2025 (lunedì) la scadenza per adempiere all’obbligo di trasmettere la CU in via telematica, poiché il 16 marzo cade di domenica.

Sempre entro il 17 marzo è necessario anche rilasciare al contribuente il documento sintetico.

Questa scadenza, come abbiamo già accennato, riguarda la trasmissione dei dati da parte dei sostituti d’imposta, quindi di quei soggetti, tra cui i datori di lavoro, per la certificazione dei redditi da lavoro dipendente, autonomo non esercitato abitualmente e redditi da lavoro diversi.

 

Le sanzioni per l'omessa, tardiva o errata presentazione della Certificazione Unica

In caso di ritardi, errori e omissioni sono previste sanzioni a carico dei soggetti per i quali risulta obbligatorio presentare la Certificazione Unica.

Entriamo più nel dettaglio:

  • La sanzione di base prevista è pari a 100 euro per ogni Certificazione Unica. L’importo massimo imputabile ammonta a 50.000 euro.
  • Se la CU contiene errori e viene corretta e inviata entro 60 giorni dal termine fissato dall’Agenzia delle Entrate, la sanzione prevista è di 33,33 euro per ogni Certificazione Unica. L’importo massimo imputabile ammonta a 20.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 12/E/2024, ha stabilito la possibilità di far ricorso alle riduzioni previste dalla disciplina sul ravvedimento operoso. Quest’ultimo, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, ammette anche l’applicazione del cumulo giuridico.

Abbiamo visto le informazioni indispensabili sulla Certificazione Unica (CU) 2025. Per dubbi o ulteriori approfondimenti, ti consigliamo di rivolgerti al tuo Consulente di fiducia.

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