Autore: Dipendenti in Cloud
Conoscere cos’è la Certificazione Unica è fondamentale per chiunque si trovi a gestire il personale, che sia datore di lavoro, amministratore o responsabile delle risorse umane.
Si tratta infatti di uno dei documenti essenziali per la dichiarazione dei redditi, da consegnare annualmente ai lavoratori dipendenti (o assimilati) e/o ai collaboratori esterni con Partita IVA.
Rispettare le scadenze per l’invio telematico e compilare correttamente il modello CU è importante, perché diversamente il rischio è quello di incorrere in sanzioni.
Approfondiamo l’argomento della Certificazione Unica, scoprendo cos’è, a cosa serve e le differenze con il CUD. Vedremo inoltre chi deve consegnare questo documento a dipendenti e collaboratori ed entro quando lo deve fare.
Indice
La Certificazione Unica (CU) è un documento fiscale tramite cui viene dimostrata e certificata l’acquisizione di un reddito da parte di dipendenti e assimilati.
Interessa non soltanto il lavoro dipendente ma anche provvigioni, lavoro autonomo e altre tipologie di redditi.
L’invio del modello CU è a carico del datore di lavoro e, nel caso delle collaborazioni con i professionisti a partita IVA, ad avere tale onere è il committente.
A cosa serve la Certificazione Unica? Sostanzialmente a dimostrare a due cose:
Consente quindi di attestare il regolare pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali, in quanto i dati contenuti al suo interno sono funzionali alla compilazione del modello 730, sia ordinario che precompilato.
La Certificazione Unica ha sostituito il modello CUD a partire dal 2015. Da allora va inviata tramite modalità telematica all’Agenzia delle Entrate e fornita una copia al lavoratore.
Certificazione Unica e CUD sono la stessa cosa, quindi? Non esattamente dal momento che la CU rappresenta l’ultima evoluzione del vecchio modello. Ci sono diverse analogie ma anche differenze, in particolare una.
Che differenza c'è tra CUD e CU? La caratteristica principale della Certificazione Unica è che permette di certificare in un unico documento tutti i redditi corrisposti nell’anno d'imposta di riferimento.
Comprende sia i redditi di lavoro dipendente e assimilati sia quelli di lavoro autonomo, certificati in precedenza in forma libera. Rispetto al vecchio CUD presenta al suo interno anche i dati reddituali che non fanno parte dello stipendio o delle prestazioni fornite dal lavoratore autonomo.
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In linea generale, la presentazione della Certificazione Unica è a carico di: imprese, amministrazioni pubbliche e liberi professionisti che nell’anno d'imposta 2023 hanno versato importi a lavoratori dipendenti e/o a collaboratori esterni.
La Certificazione Unica deve essere consegnata al percettore delle somme dichiarate, quindi al dipendente e/o collaboratore, utilizzando il modello "sintetico".
Inoltre, deve essere trasmessa all'Agenzia delle Entrate in via telematica, compilando il modello "ordinario".
Come specificato nelle istruzioni per la compilazione fornite dall'Agenzia delle Entrate, il modello della Certificazione Unica 2024 è diviso in tre sezioni:
Vista la complessità del modello, ti consigliamo ti chiedere aiuto al Consulente del Lavoro o allo specialista a cui ti affidi per la gestione amministrativa del personale.
Le novità più rilevanti che riguardano la Certificazione Unica 2025 sono:
Con il Provvedimento n 9454 del 15 gennaio, l'Agenzia delle Entrate ha posticipato al 17 marzo 2025 (lunedì) la scadenza per adempiere all’obbligo di trasmettere la CU in via telematica, poiché il 16 marzo cade di domenica.
Sempre entro il 17 marzo è necessario anche rilasciare al contribuente il documento sintetico.
Questa scadenza, come abbiamo già accennato, riguarda la trasmissione dei dati da parte dei sostituti d’imposta, quindi di quei soggetti, tra cui i datori di lavoro, per la certificazione dei redditi da lavoro dipendente, autonomo non esercitato abitualmente e redditi da lavoro diversi.
In caso di ritardi, errori e omissioni sono previste sanzioni a carico dei soggetti per i quali risulta obbligatorio presentare la Certificazione Unica.
Entriamo più nel dettaglio:
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 12/E/2024, ha stabilito la possibilità di far ricorso alle riduzioni previste dalla disciplina sul ravvedimento operoso. Quest’ultimo, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, ammette anche l’applicazione del cumulo giuridico.
Abbiamo visto le informazioni indispensabili sulla Certificazione Unica (CU) 2025. Per dubbi o ulteriori approfondimenti, ti consigliamo di rivolgerti al tuo Consulente di fiducia.
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