Empowerment dei dipendenti: cos'è, benefici e come applicarlo in azienda

Cosa si intende per empowerment organizzativo? E come può essere calato in maniera concreta in azienda, tramite iniziative che incentivano autonomia e la responsabilizzazione? Scoprilo in questo articolo.

Autore: Dipendenti in Cloud

 

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Il concetto di empowerment è particolarmente attuale al giorno d’oggi, specialmente per quanto riguarda l’applicazione in ambito aziendale.

Prevede la capacità di far leva sul potenziale dei dipendenti per ottimizzarne le performance e raggiungere determinati obiettivi. È inoltre strettamente legato all'idea di autonomia e responsabilizzazione della forza lavoro.

Non si tratta di pura e semplice teoria, quanto piuttosto di un’azione che può essere svolta in maniera pratica nella quotidianità. Vediamo come.

 

 

Cos'è l'empowement: una definizione

Il termine empowerment è di origine anglosassone e racchiude al suo interno diversi aspetti eterogenei: tradurlo in italiano con una parola soltanto è praticamente impossibile.

Indica, infatti, un approccio multidimensionale tramite cui persone e gruppi di individui sono in grado di acquisire una migliore gestione della propria vita.

Per perseguirlo è fondamentale avere una maggiore consapevolezza sia delle dinamiche che stanno alla base della propria esistenza che della stessa metodologia di empowerment.

L’empowerment rappresenta, dunque, un percorso di crescita della singola persona e del gruppo di cui fa parte.

Si basa su valori quali autodeterminazione, autoefficacia e autostima, allo scopo di portare in superficie il potenziale di talenti che, diversamente, rimarrebbero celati.

 

Cos'è l’empowerment organizzativo: il legame con il self empowerment

L’empowerment organizzativo rappresenta una particolare tipologia di empowerment la cui applicazione ha come focus le risorse umane di un’azienda: i suoi dipendenti, quindi, intesi sia come singole unità che come gruppo.

Requisito fondamentale per affermare l'empowerment è che vi sia una cultura aziendale che promuove lo sviluppo del valore dei dipendenti che vi lavorano.

Il punto di partenza è un percorso di consapevolezza, che è alla base per rendere più concreto il raggiungimento degli obiettivi di crescita, reputation e performance.

Il concetto di empowerment organizzativo interessa il team aziendale nel suo complesso ed è strettamente correlato a quello di self empowerment.

Quest’ultimo vede al centro il singolo individuo e ha come intento il suo potenziamento, in quanto persona e come professionista.

L’individuo ha così una percezione esatta del proprio valore, acquisisce un senso di benessere e si sente più motivato a dare il meglio di sé per contribuire alla crescita dell’impresa.

L’empowerment può essere introdotto nella vita quotidiana di un’azienda tramite, ad esempio, le seguenti iniziative:

  • attività di sostegno delle persone disabili e della genitorialità;
  • programmazione di sessioni con mental coach per instaurare una mentalità vincente;
  • definizione di linee guida per la gestione dei carichi di lavoro, da condividere con i dipendenti per una maggiore responsabilizzazione e trasparenza.

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I benefici (concreti e quotidiani) dell'empowerment in azienda

L’empowerment, sia di tipo organizzativo che come self empowerment, presenta diversi benefici concreti e percepibili nel quotidiano.

L’importante è che alla base sussista un rapporto proficuo tra datore di lavoro e collaboratore, basato su una comunicazione precisa e chiara: il dipendente deve trovarsi nelle opportune condizioni per prendere l’iniziativa.

Ecco quali sono i vantaggi maggiormente degni di nota:

  • il collaboratore non si limita a “fare il compitino”: cerca di trovare approcci migliori rispetto a quelli con cui ha già dimestichezza. In questo modo riesce a ottimizzare tempo e risorse;
  • viene rafforzata la fidelizzazione del personale: i dipendenti sono più motivati a operare per l’azienda e più difficilmente accetteranno altre proposte di lavoro;
  • aumenta l’efficienza: la persona si sente incentivata a essere più produttiva, a dare il massimo ogni giorno e a trovare soluzioni nei momenti di criticità;
  • migliora la comunicazione all’interno del team: la forza lavoro di un’azienda si dimostra più compatta e coesa per raggiungere determinate finalità e obiettivi. Ciò implica che laddove un dipendente non riesca a svolgere un compito, sa che può far affidamento sul supporto di un collega;
  • la crescita è costante e continuativa, senza particolari cali né momenti di picco inaspettati: l’azienda si dimostra stabile, all’interno ma anche all’esterno, e ciò influisce positivamente sulla sua visibilità e reputazione;
  • il personale è pronto a cogliere nuove opportunità favorevoli alla crescita dell’impresa: ciò si traduce in una risposta repentina ed efficace a eventuali cambiamenti;
  • aumenta il tasso di customer retention o CRR: si accresce la percentuale di dipendenti competenti assunti in un determinato arco temporale. L’azienda può così contare su risorse umane di alto valore.

 

L'empowerment tramite la concessione di autonomia e responsabilizzazione

L’empowerment, nella sua attualizzazione aziendale, è strettamente correlato ai concetti di autonomia e responsabilizzazione dei dipendenti. Ma cosa significa, nel concreto?

Responsabilizzare la forza lavoro vuol dire fare in modo che nel lungo periodo possa prosperare, ovvero “crescere rigogliosamente" e “svilupparsi con successo”, come suggerito dal Dizionario Oxford Languages.

I dipendenti sono messi nelle condizioni di:

  • apprendere mentre svolgono le proprie mansioni;
  • prendere decisioni con annessi rischi. Sono disposti a pagare il prezzo delle proprie azioni;
  • maturare un confronto con persone autorevoli prima di esprimere un parere;
  • esprimere il proprio potenziale, migliorando costantemente.

Attenzione: la concessione di autonomia non vuol dire lasciare il dipendente "fare di testa propria". 
È piuttosto vero il contrario, dato che l'assunzione di responsabilità tende a legare maggiormente l'individuo al gruppo e a costruire rapporti basati sulla fiducia reciproca.

Si evita il pericolo - molto più concreto di quanto non si possa immaginare - della microgestione o micromanaging, il controllo eccessivo quotidiano da parte del manager, percepito come oppressivo da parte del dipendente e nocivo per lo sviluppo aziendale.

La concessione di autonomia e responsabilizzazione favorisce un maggior coordinamento tra forza lavoro e figure dirigenziali. Questo perché ogni dipendente, a tutti i livelli, sente di poter esprimere le proprie capacità e di essere importante per l'azienda. Ecco perché sente la voglia di mettersi in gioco.

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Alcuni esempi e modi efficaci di concedere autonomia e responsabilizzazione

Proponiamo di seguito alcuni consigli su come concedere ai dipendenti maggiore autonomia operativa e incetivarne il senso di responsabilità. 

1. Concedere flessibilità negli orari e negli spazi di lavoro

Accordare la flessibilità lavorativa rappresenta una delle soluzioni più efficaci in chiave di indipendenza ed empowerment dei dipendenti.

Permette loro di decidere il luogo da cui svolgere le mansioni (dall'ufficio, da casa, oppure da un altro ambiente), con vantaggi quali l'organizzazione più dinamica e un miglior equilibrio vtia-lavoro.

Inoltre, consente anche di gestire gli orari di lavoro e la pianificazione di ferie e permessi, senza rigidità.

Questo approccio mette in secondo piano la definizione "tradizionale" di spazi e tempi di lavoro, concentrandosi sul raggiungimento di obiettivi condivisi.

Da un lato, il dipendente si sente più libero nella definizione delle modalità operative, aumentando la propria motivazione e gratitudine nei confronti dell'azienda; dall'altro, acquisisce consapevolezza della propria responsaiblità nel raggiungere i risultati attesi. 

2. Delegare i compiti

Un altro modo per favorire incentivare l'autonomia e la responsabilizzazione è quello di delegare compiti e decisioni ai dipendenti. 

Non devono trattarsi necessariamente di attività strategiche per il futuro aziendale, ma anche di semplici mansioni quotidiane, da svolgere  senza un controllo eccessivo

I collaboratori si sentiranno più competenti e valorizzati, aumentando così il proprio impegno la loro proattività.

3. Incentivare una cultura basata sul feedback

Dare ai dipendenti la possibilità di esprimere il proprio punto di vista e contribuire con suggerimenti concreti è fondamentale per promuovere un senso di appartenenza e di iniziativa.

Attraverso un sistema di feedback costruttivo, si possono individuare soluzioni innovative per ottimizzare i processi aziendali.

Oltre a raccogliere opinioni sul lavoro svolto, i leader aziendali dovrebbero ascoltare anche le percezioni dei dipendenti riguardo il loro margine di autonomia e il grado di fiducia ricevuto. Questo aiuta a individuare eventuali ostacoli e migliorare l’efficacia dell’organizzazione.

4. Vedere gli errori e il fallimento come parte del processo

Nel concedere maggiore autonomia lavorativa, è fondamentale accettare che i dipendenti possano commettere errori.

I fallimenti, tuttavia, rappresentano una tappa essenziale dell’apprendimento.

Offrire strumenti per gestire, analizzare e imparare dagli errori aiuta i collaboratori a sviluppare capacità decisionale, a sentirsi più competenti e a migliorare progressivamente il proprio lavoro.

L’empowerment non è un concetto astratto, ma una leva strategica per valorizzare i dipendenti e migliorare le performance aziendali.

Favorire autonomia e responsabilizzazione attraverso delega, flessibilità e feedback rafforza la motivazione del dipendente e coesione del team, portando a una maggiore produttività, riduzione del turnover e innovazione.

Investire nell’empowerment significa costruire un’organizzazione resiliente e competitiva nel lungo termine.

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